Conclusioni
Se siete arrivati a questo punto nella costruzione del vostro lightbox, allora dovreste avere davanti ai vostri occhi qualcosa del genere:
Siete pronti per iniziare lo svezzamento indoor delle vostre piante?? In bocca al lupo!!
Vi do solo un ultimo avvertimento, correlato all'utilizzo di questo strumento: dopo aver passato diverse settimane, se non mesi, vivendo di sola luce artificiale, le vostre piantine non saranno pronte ad affrontare l'impatto di un'intera giornata di sole. Esponetele gradualmente, partendo da qualche ora di raggi diretti nei primi giorni, fino ad arrivare alla giornata intera. Se non avete la possibilità di farlo, potete coprire la zona dove le avrete messe a dimora con un telo ombreggiante, da rimuovere dopo qualche tempo.
E' importantissimo evitare un brusco passaggio da indoor ad outdoor, uno stress che può compromettere tutto il lavoro svolto, creando bruciature alle foglie e, nei casi peggiori, facendo morire le piantine.
Cosa state aspettando!? Correte al fai-da-te a fare acquisti!!!
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-prima-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-seconda-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-terza-puntata.html
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lunedì 5 maggio 2014
martedì 29 aprile 2014
Costruirsi un Lightbox - Terza puntata
Impianto Elettrico e optional
L'ultimo passo per il completamento del lightbox è la predisposizione di un impianto elettrico di illuminazione. Qui le alternative sono tre:
Un ultimo optional molto importante è il timer a spina, che viene posizionato tra la presa della corrente a muro e la spina del sistema elettrico del lightbox, per regolare l'erogazione dell'elettricità.
Difatti non serve dare luce 24 ore al giorno perchè le piante sono biologicamente predisposte per avere un ciclo vitale intervallato tra luce e buio. Quindi, a meno che non abbiate voglia/tempo di accendere e spegnere manualmente ogni giorno l'impianto, il timer a spina è un oggetto irrinunciabile. Chi, come me, ha una tariffa bi-oraria lo può utilizzare per scandire l'accensione delle luci negli orari in cui costa meno (le piante non si accorgono di nulla anche se sono illuminate di notte e "dormono" di giorno). Il mio è settato per accendere le lampade alle 19.00 e spegnerle alle 7.00.
Lo potete acquistare in qualunque negozio fai-da-te ad un prezzo modico.
La conclusione di questo post nella quarta e ultima puntata.
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-prima-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-seconda-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.de/2014/05/costruirsi-un-lightbox-quarta-puntata.html
L'ultimo passo per il completamento del lightbox è la predisposizione di un impianto elettrico di illuminazione. Qui le alternative sono tre:
- lampade a risparmio energetico. PRO costano meno e si trovano in qualunque negozio fai-da-te. CONS consumano più elettricità e concentrano la luce. Non tutte le lampade vanno bene: bisogna scegliere quelle con lo spettro luminoso più simile possibile alla luce solare, ovvero 6400/6500 K.
- led. PRO consumano poca elettricità e hanno una superficie di irraggiamento distribuita in più punti. CONS costano molto e non sono reperibili con facilità.
- neon. Soluzione intermedia tra le precedenti. PRO distribuiscono meglio la luce e sono di fascia prezzo intermedia. CONS hanno il vincolo della lunghezza fissa che non sempre si combina alla struttura scelta. Se si opta per questa soluzione bisogna pensare fin da subito ai vincoli di lunghezza nella costruzione dello scheletro.
Un ultimo optional molto importante è il timer a spina, che viene posizionato tra la presa della corrente a muro e la spina del sistema elettrico del lightbox, per regolare l'erogazione dell'elettricità.
Difatti non serve dare luce 24 ore al giorno perchè le piante sono biologicamente predisposte per avere un ciclo vitale intervallato tra luce e buio. Quindi, a meno che non abbiate voglia/tempo di accendere e spegnere manualmente ogni giorno l'impianto, il timer a spina è un oggetto irrinunciabile. Chi, come me, ha una tariffa bi-oraria lo può utilizzare per scandire l'accensione delle luci negli orari in cui costa meno (le piante non si accorgono di nulla anche se sono illuminate di notte e "dormono" di giorno). Il mio è settato per accendere le lampade alle 19.00 e spegnerle alle 7.00.
Lo potete acquistare in qualunque negozio fai-da-te ad un prezzo modico.
La conclusione di questo post nella quarta e ultima puntata.
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-prima-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-seconda-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.de/2014/05/costruirsi-un-lightbox-quarta-puntata.html
mercoledì 23 aprile 2014
Costruirsi un Lightbox - Seconda puntata
Seconda puntata del post dedicata allo scheletro del nostro lightbox.
Struttura
E' possibile partire da una struttura semplice, costruendo o procurandosi dei supporti che facciano da scheletro a pareti vuote, oppure si può comprare direttamente un armadietto.
La struttura potrà essere costruita predisponendo uno o più ripiani uno sopra l'altro, tutti attrezzati di illuminazione e isolamento termico, a seconda dello spazio che si ha a disposizione.
Ogni ripiano dovrà essere chiuso (o rivestito nel caso di un armadio) con del materiale isolante. L'isolamento termico e la derivante stabilizzazione delle temperature all'interno del lightbox è fondamentale in quanto la stabilità termica è un fattore che influenza fortemente i tempi di sviluppo. In altre parole le piante al freddo rallentano il loro sviluppo fino a bloccarsi, al caldo eccessivo soffrono e seccano.
Io ero partito con l'idea di procurarmi dei supporti componibili di metallo a L, tipo questo...
...ma arrivato nel negozio di fai-da-te ho trovato in offerta una cassapanca di materiale plastico. Il prezzo era così vantaggioso che ho cambiato idea e e l'ho acquistata assieme a qualche lastra di polistirolo bianco.
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-prima-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-terza-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.de/2014/05/costruirsi-un-lightbox-quarta-puntata.html
Struttura
E' possibile partire da una struttura semplice, costruendo o procurandosi dei supporti che facciano da scheletro a pareti vuote, oppure si può comprare direttamente un armadietto.
La struttura potrà essere costruita predisponendo uno o più ripiani uno sopra l'altro, tutti attrezzati di illuminazione e isolamento termico, a seconda dello spazio che si ha a disposizione.
Ogni ripiano dovrà essere chiuso (o rivestito nel caso di un armadio) con del materiale isolante. L'isolamento termico e la derivante stabilizzazione delle temperature all'interno del lightbox è fondamentale in quanto la stabilità termica è un fattore che influenza fortemente i tempi di sviluppo. In altre parole le piante al freddo rallentano il loro sviluppo fino a bloccarsi, al caldo eccessivo soffrono e seccano.
Io ero partito con l'idea di procurarmi dei supporti componibili di metallo a L, tipo questo...
...ma arrivato nel negozio di fai-da-te ho trovato in offerta una cassapanca di materiale plastico. Il prezzo era così vantaggioso che ho cambiato idea e e l'ho acquistata assieme a qualche lastra di polistirolo bianco.
Impianto elettrico e optional saranno descritti nella prossima puntata.
Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-prima-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-terza-puntata.html
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lunedì 21 aprile 2014
Costruirsi un Lightbox - Prima puntata
Con il termine lightbox intendo un armadietto o arredo simile, predisposto per la cultura indoor di vegetali, nella loro fase di sviluppo iniziale. Esso è uno strumento molto utile per ogni ortolano che si voglia cimentare con la produzione casalinga di piantine, perchè permette di anticipare la loro crescita nel periodo di fine inverno/inizio primavera, in cui solitamente si hanno temperature troppo rigide per lasciare le piante all'aperto e/o in serra fredda. Ciò permette di presentarsi a primavera inoltrata con piantine che farebbero invidia a qualunque vivaista, cosa che l'ortolano 30enne non disprezza affatto!
Facendo una metafora si potrebbe dire che se il germbox è l'ostetrica che aiuta le nostre piante a venire al mondo fornendo loro i due fattori fondamentali per la germinazione, calore ed umidità, il lightbox è la balia che le accompagna fino all'adolescenza, fornendo luce e evitando sbalzi termici.
Per assolvere al suo scopo il lightbox deve essere costruito:
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-seconda-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-terza-puntata.html
http://ortolanoa30anni.blogspot.de/2014/05/costruirsi-un-lightbox-quarta-puntata.html
Facendo una metafora si potrebbe dire che se il germbox è l'ostetrica che aiuta le nostre piante a venire al mondo fornendo loro i due fattori fondamentali per la germinazione, calore ed umidità, il lightbox è la balia che le accompagna fino all'adolescenza, fornendo luce e evitando sbalzi termici.
Per assolvere al suo scopo il lightbox deve essere costruito:
- con una buona superficie orizzontale così da poter ospitare un bel numero piante (già che accendiamo qualche lampadina facciamo economia di scala);
- con un'altezza modesta in quanto non deve ospitare piante adulte (se fosse troppo alto l'illuminazione risulterebbe troppo distante dalle piante. Attenzione però a non farlo eccessivamente basso, altrimenti le piantine crescendo correranno il rischio di toccare le lampadine bruciandosi).
- Struttura
- Isolamento
- Impianto elettrico per illuminazione e optional
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Le altre puntate di questo tutorial qui:
http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/04/costruirsi-un-lightbox-seconda-puntata.html
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mercoledì 12 marzo 2014
Partire dal seme o comperare piantine?
E' meglio partire dal seme o acquistare le piantine da un vivaista?! Bel dilemma!!
Qualcuno potrà pensare che può essere meglio comperare direttamente delle piantine già grandi e piantarle a terra nel periodo giusto, quando le gelate sono passate. Farsi da soli le piantine però garantisce qualche vantaggio, che a mio parere compensa e supera gli svantaggi dell'impegno richiesto.
Vantaggi:
Svantaggi
Qualcuno potrà pensare che può essere meglio comperare direttamente delle piantine già grandi e piantarle a terra nel periodo giusto, quando le gelate sono passate. Farsi da soli le piantine però garantisce qualche vantaggio, che a mio parere compensa e supera gli svantaggi dell'impegno richiesto.
Vantaggi:
- Possiamo esser certi che le piantine / i loro frutti che andremo a mangiare non abbiano subito trattamenti con diserbanti e altri agenti chimici necessari a renderle belle alla vista. Chiunque tra una pianta bella e una brutta prenderebbe la bella, quindi è normale che i vivaisti non si facciano troppi scrupoli nel produrre piantine non proprio BIO.
- Allarghiamo la scelta delle varietà da coltivare, usufruendo di svariati siti di vendita sementi online o anche solo di un negozio di giadinaggio, tipo OBI. Le piantine vendute tendono ad essere sempre di quel determianto tipo, la scelta è limitata. Cercando i semi che ci piaccino di più invece possiamo abbattare ogni limitazione.
- Scoprire la magia della natura, nella sua forma più semplice, guardado germinare i semi è un'emozione unica. Solo provandoci si può capire quanto bello sia l'osservazione di questo fenomeno.
Svantaggi
- Per produrre piantine bisogna dotarsi di strumentazione ad hoc, che non è di difficile costruzione, ma che necessata un minimo di impegno di tempo e spazio per l'allestimento. Stiamo parlando di Germbox e Lightbox fatti in casa, due strumenti sui quali mi dilungherò in qualche post futuro, che sono indispensabili se si vuole coltivare piantine auto-prodotte in un luogo abbastanza freddo, come la provincia di Como.
- L'organizzazione dei tempi di semina, rinvaso e messa a dimora è molto più complessa se si producono da soli le piantine. Le nuove nate devono essere mantunute in ambiente protetto fino a che le code dell'inverno non terminino completamente. Non si deve partire troppo presto a seminare altrimenti ci si troverebbe con delle piante ben sviluppate (che occupano molto spazio) quando ancora non si possono mettere a dimora.... Un serra, per il parcheggio nei mesi di marzo/aprile, può minimizzare le difficoltà, ma putroppo non tutti ne dispongono. E se si sbaglia la tempistica della messa a dimora, tanti saluti piantine! Se invece si parte troppo tardi le piantine rimangono indietro e per gli ortaggi si rischia di non veder maturare i frutti degli ortaggi più tardivi a causa dell'arrivo dei freddi dell'autunno successivo.
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