Approfittando di un giorno di ferie per le vacanze di Pasqua ho ripreso i lavori in orto. Poiché è già tempo di semine ho scaglionato i lavori di preparazione del terreno in base alle esigenze di semina. In questo modo ho avuto la possibilità di seminare per tempo le verdure già che lo necessitavano. L'inizio di aprile è infatti il momento per dare il via alle semine in piena terra di tutte quelle verdure che non temono particolarmente le ricadute di fretto che caratterizzano questo mese nella provincia a sud di Como. La stagione delle semine inizia col piantare tutte le verdure a radice, dai ravanelli alle barbabietole, e i ceci, che sono dei legumi particolarmente resistenti e precoci.
Come sempre occorre sistemare bene il terreno con rastrello e zappa, spezzando le zolle rimaste troppo grandi e rendendo il più possibile pianeggiante il letto su cui si andrà a seminare.
Pochi minuti di riflessione sulla suddivisione in zone, dopodiché si possono tracciare dei solchi con la zappa per dividere gli spazi dove si procederà a seminare.
Per tutte le varietà "a radice" ho adottato la tecnica a spaglio. Questa tecnica richiede l'utilizzo di uno spazio abbastanza ampio in quanto le sementi vengono lanciate nel terreno distanziandosi durante la caduta. Questo metodo è utile per tutte quelle sementi che hanno semi molto piccoli, tipo le rape. Ma, se si ha a disposizione abbastanza terreno, è molto proficuo anche per le altre coltivazioni. L'anno scorso ed esempio ho seminato i ravanelli in file, ma non avendo poi il tempo per eliminare le piante in eccesso, ho ottenuto il risultato di avere un sovraffollamento di piante in un piccolo spazio. Con la semina a spaglio questo problema non dovrebbe annoiarmi. Una volta sparse le sementi nel terreno, si muove leggermente il terreno con i due denti della zappa e si da una bella annaffiata. In questo modo i semi saranno coperti da un sottile strato di terreno che li proteggerà da insetti e uccelli.
I ceci, come del resto i fagioli, sono spesso seminati in file. Questa tecnica, nel caso di semi molto grossi come i legumi, permette di definire bene le distanze tra le future piante. Si traccia un solco nella porzione prescelta, si appoggiano i semi nel solco procedendo per tutta la fila, dopodiché si ricopre il solco con la terra ai suoi bordi. La solita annaffiata e anche questa semina è fatta.
Devo ringraziare Mark, per le sue sementi di pastinache e barbabietole: sono tipiche coltivazioni inglesi e sarà curioso vedere come si adatteranno al clima comasco. Le barbabietole sono un miscuglio di varietà colorate, chissà cosa ne uscirà!
I ceci neri, per l'esattezza ceci neri di Cassano delle Murce, sono una varietà antica che mi inviato Daniele, un amico che frequenta il sito amicidellorto2 e saranno una vera sfida in quanto non conosco nessuno che ne abbia mai coltivati nella zona dove abito.
I ravanelli sono quelli che ho seminato già l'anno scorso, i Saxa 2 (una bustina che definirei interminabile) e i Flamboyant. Anche le Rape sono quelle già seminate l'anno scorso, la verietà "dal colletto viola di Milano".
domenica 5 aprile 2015
mercoledì 1 aprile 2015
ABC del vangare
Siamo finalmente ad aprile e la primavera si può dire veramente iniziata.
Questo è il periodo ideale per preparare i letti dell'orto: le giornate sono piacevoli e si può passare tanto tempo all'aria aperta, senza soffrire di caldo o di freddo. Se si sceglie bene la giornata, si può fare un bel lavoro con un terreno umido ma non eccessivamente bagnato. Per far questo sarà necessario operare aspettando almeno 3 giorni di sole dall'ultimo giorno di pioggia. Meglio ancora se c'è stato un po' di vento.
Da dove iniziare!?
Anzitutto si deve rimuovere il concime, se lo si è lasciato a riposare a mucchi sopra il terreno che si dovrà vangare. E' buona cosa lasciare riposare il letame sopra ai letti se fosse necessario un periodo di maturazione del concime. In questo modo un po' di sostanza concimente sarà trasmessa al terreno con le piogge. Nell'apprestarsi a vangare sarà però necessario spostare il tutto, in quanto dovendo calpestare il terreno durante il lavoro, si rimarrebbe spiacevolmente impatanati. L'attrezzo adatto a maneggiare il letame è la forca a 3 o 4 denti.
L'opera vera e propria si inizia eseguendo un bel solco nel bordo del letto che si vuole vangare. Il solco deve essere tanto più marcato quanto più concime avremo intenzione di aggiungere al terreno. La terra in eccesso deve essere addossata al difuori del letto, possibilmente abbastanza lontano da poter intravedere il limite dell'appezzamento. L'attrezzo da utilizzare è chiaramente la vanga. Meglio se di un modello con la classica forma a triangolo, bella lunga per vangare zolle profonde.
Una volta eseguito il solco iniziale lo si deve riempire con il letame.
Si procede poi vangando le zolle subito a ridosso del solco, spostando la terra per coprire il concime e ribaltando le zolle sottosopra. L'operazione viene svolta partendo da un lato fino ad arrivare al margine opposto. A seconda della quantità di letame a disposizione, questa operazione può essere svolta 2 o 3 volte, prima di riprocedere a spargere il concime nel nuovo solco che si è nel frattempo ricreato.
Nel ribaltare le zolle si deve coprire completamente il letame davanti a se e si deve fare attenzione ad eliminare le radici delle erbacce, come ad esempio il dente di leone. Se queste radici non vengono eliminate troveranno nuova linfa vitale nel terreno ben vangato e concimato.
Eseguendo queste operazioni per l'intero appezzamento si ottiene un letto grezzo. Per mantenere i riferimenti dei limiti dell'appezzamento, possono essere piantati dei bastoni corti agli angoli. E' anche molto frequente collegare questi bastoni con dei fili, in modo da ottere una linea retta da seguire. Io però non utilizzo questo ultimo accorgimento.
Una volta finito di vangare sarà necessario cambiare attrezzo, passando dalla vanga alla zappa. Con essa si riprenderà il lavoro su tutta la superficie per rompere le zolle grosse e rendere il terreno adatto alla semina. Un'ultima operazione deve invece essere eseguita con un rastrello: si deve ripianare il terreno che molto probabilmente avrà un'altezza maggiore nella parte iniziale, dove è stato eseguito il primo solco.
Se siete arrivati ad eseguire tutto quanto, avete completato l'ABC del vangare. Chiaramente questo è solo uno spunto per iniziare. La regola dell'O30 è sempre la stessa: provare, provare, provare!! Solo così ci si può perfezionare! Buon lavoro!!!
Questo è il periodo ideale per preparare i letti dell'orto: le giornate sono piacevoli e si può passare tanto tempo all'aria aperta, senza soffrire di caldo o di freddo. Se si sceglie bene la giornata, si può fare un bel lavoro con un terreno umido ma non eccessivamente bagnato. Per far questo sarà necessario operare aspettando almeno 3 giorni di sole dall'ultimo giorno di pioggia. Meglio ancora se c'è stato un po' di vento.
Da dove iniziare!?
Anzitutto si deve rimuovere il concime, se lo si è lasciato a riposare a mucchi sopra il terreno che si dovrà vangare. E' buona cosa lasciare riposare il letame sopra ai letti se fosse necessario un periodo di maturazione del concime. In questo modo un po' di sostanza concimente sarà trasmessa al terreno con le piogge. Nell'apprestarsi a vangare sarà però necessario spostare il tutto, in quanto dovendo calpestare il terreno durante il lavoro, si rimarrebbe spiacevolmente impatanati. L'attrezzo adatto a maneggiare il letame è la forca a 3 o 4 denti.
L'opera vera e propria si inizia eseguendo un bel solco nel bordo del letto che si vuole vangare. Il solco deve essere tanto più marcato quanto più concime avremo intenzione di aggiungere al terreno. La terra in eccesso deve essere addossata al difuori del letto, possibilmente abbastanza lontano da poter intravedere il limite dell'appezzamento. L'attrezzo da utilizzare è chiaramente la vanga. Meglio se di un modello con la classica forma a triangolo, bella lunga per vangare zolle profonde.
Una volta eseguito il solco iniziale lo si deve riempire con il letame.
Si procede poi vangando le zolle subito a ridosso del solco, spostando la terra per coprire il concime e ribaltando le zolle sottosopra. L'operazione viene svolta partendo da un lato fino ad arrivare al margine opposto. A seconda della quantità di letame a disposizione, questa operazione può essere svolta 2 o 3 volte, prima di riprocedere a spargere il concime nel nuovo solco che si è nel frattempo ricreato.
Nel ribaltare le zolle si deve coprire completamente il letame davanti a se e si deve fare attenzione ad eliminare le radici delle erbacce, come ad esempio il dente di leone. Se queste radici non vengono eliminate troveranno nuova linfa vitale nel terreno ben vangato e concimato.
Eseguendo queste operazioni per l'intero appezzamento si ottiene un letto grezzo. Per mantenere i riferimenti dei limiti dell'appezzamento, possono essere piantati dei bastoni corti agli angoli. E' anche molto frequente collegare questi bastoni con dei fili, in modo da ottere una linea retta da seguire. Io però non utilizzo questo ultimo accorgimento.
Una volta finito di vangare sarà necessario cambiare attrezzo, passando dalla vanga alla zappa. Con essa si riprenderà il lavoro su tutta la superficie per rompere le zolle grosse e rendere il terreno adatto alla semina. Un'ultima operazione deve invece essere eseguita con un rastrello: si deve ripianare il terreno che molto probabilmente avrà un'altezza maggiore nella parte iniziale, dove è stato eseguito il primo solco.
Se siete arrivati ad eseguire tutto quanto, avete completato l'ABC del vangare. Chiaramente questo è solo uno spunto per iniziare. La regola dell'O30 è sempre la stessa: provare, provare, provare!! Solo così ci si può perfezionare! Buon lavoro!!!
giovedì 26 marzo 2015
Tanto terreno da vangare
Chi ha seguito le pagine di questo blog per tutta la scorsa stagione saprà già della delusione che è montata in me durante l'anno, mano a mano che mi accorgevo di aver scelto una parte di campagna un po' sfortunata. Il problema principale era rappresentato dalla carenza di luce in una vasta porzione del terreno, carenza generata da una bella piantona che troneggiava di fianco all'appezzamento vangato.
Ebbene, quest'anno il nonno ha deciso di potarla drasticamente per ridurne la chioma e quindi la conseguente ombra che ne faceva sarà molto ridotta. O30 ringrazia!

Appresa questa notizia ho preso entusiamo e ho deciso di proseguire anche questa stagione utilizzando lo stesso appezzamento.
Ve lo ricordate? Il più delle volte ve l'ho mostrato da questa prospettiva.
In fondo a sinistra avevo lasciato una parte di erba incolta, con l'idea di farci rampicare angurie e meloni. Visto il grande insuccesso della coltivazione, quest'anno ho intenzione di vangare anche questa porzione, ricavando un angolo in più per altre piante.
Anche un'altra zona che è rimasta incolta l'anno scorso, entrando nell'orto sulla destra, sarà invece sfruttata meglio quest'anno: ho intenzione di vangare questa parte a macchina di leopardo, ricavando delle piccole zone dove piantare le zucche che poi potranno rampicare per tutta quest'area. Vedremo come andrà questo esperimento. Lo spazio non manca, come si vede da questa foto dalla prospettiva opposta.
Ho anche osservato che di fianco alla zona che coltivo è stato lasciato uno spazio incolto molto interessante. Chiesto il permesso, ho ottenuto la possibilità di sfruttare anche questo pezzo di terreno. Immagino sarà molto proficuo in quanto è una zona con massima espozione solare. Ci sarà però da guadagnarsi la pagnotta, visto che dovrò vangare il terreno che è diventato molto erboso e ci sarà da faticare! Ma sono sicuro che ne varrà la pena.

Oltre a questi spazi potrò sfruttare una parte dell'orto del nonno per piantare le mie immancabili piante di peperoncino... Insomma, tanto terreno da vangare. Riuscirò poi a sfruttarlo tutto!? Bello avere di questi problemi!
Ebbene, quest'anno il nonno ha deciso di potarla drasticamente per ridurne la chioma e quindi la conseguente ombra che ne faceva sarà molto ridotta. O30 ringrazia!

Appresa questa notizia ho preso entusiamo e ho deciso di proseguire anche questa stagione utilizzando lo stesso appezzamento.
Ve lo ricordate? Il più delle volte ve l'ho mostrato da questa prospettiva.
In fondo a sinistra avevo lasciato una parte di erba incolta, con l'idea di farci rampicare angurie e meloni. Visto il grande insuccesso della coltivazione, quest'anno ho intenzione di vangare anche questa porzione, ricavando un angolo in più per altre piante.
Anche un'altra zona che è rimasta incolta l'anno scorso, entrando nell'orto sulla destra, sarà invece sfruttata meglio quest'anno: ho intenzione di vangare questa parte a macchina di leopardo, ricavando delle piccole zone dove piantare le zucche che poi potranno rampicare per tutta quest'area. Vedremo come andrà questo esperimento. Lo spazio non manca, come si vede da questa foto dalla prospettiva opposta.
Ho anche osservato che di fianco alla zona che coltivo è stato lasciato uno spazio incolto molto interessante. Chiesto il permesso, ho ottenuto la possibilità di sfruttare anche questo pezzo di terreno. Immagino sarà molto proficuo in quanto è una zona con massima espozione solare. Ci sarà però da guadagnarsi la pagnotta, visto che dovrò vangare il terreno che è diventato molto erboso e ci sarà da faticare! Ma sono sicuro che ne varrà la pena.

Oltre a questi spazi potrò sfruttare una parte dell'orto del nonno per piantare le mie immancabili piante di peperoncino... Insomma, tanto terreno da vangare. Riuscirò poi a sfruttarlo tutto!? Bello avere di questi problemi!
domenica 22 marzo 2015
Aggiornamenti dal lightbox - il generoso aiuto di mio papà
Grazie alle cure di mio papà, che si è preso a cuore le annaffiature nel lightbox che è nel suo garage, le piantine di peperoncino stanno crescendo bene, nonostante il mio tempo libero sia quasi totalmente dedicato alla cura del bimbetto tra le mura di casa.


Ho fatto un primo piano ad una delle piante che attendo con maggiore attesa: il pink tiger.


Una bellissima pianta dal portamento tipico dei Chinenese, stelo scuro e fogliame ibrido scuro verde. E' già molto bella così dovrebbe esserlo ancor di più quando esibirà i famosi frutti zebrati.
I peperoncini condividono la casa con i broccoletti viola estivi che ho seminato nello stesso periodo. Tra una settimana sarà tempo di aggiungere pomodori e altri abitanti del futuro orto e quindi arriveranno i primi problemi di sovrabbondanza nel lightbox.


Sabato prossimo è prevista la prima sessione di forca/letame/carriola/vanga, se non piove, per preparare il terreno in campagna!


Ho fatto un primo piano ad una delle piante che attendo con maggiore attesa: il pink tiger.


Una bellissima pianta dal portamento tipico dei Chinenese, stelo scuro e fogliame ibrido scuro verde. E' già molto bella così dovrebbe esserlo ancor di più quando esibirà i famosi frutti zebrati.
I peperoncini condividono la casa con i broccoletti viola estivi che ho seminato nello stesso periodo. Tra una settimana sarà tempo di aggiungere pomodori e altri abitanti del futuro orto e quindi arriveranno i primi problemi di sovrabbondanza nel lightbox.


Sabato prossimo è prevista la prima sessione di forca/letame/carriola/vanga, se non piove, per preparare il terreno in campagna!
giovedì 19 marzo 2015
La prima fioritura, segnale di primavera
Le giornate si stanno allungando e l'inverno sta inesorabilmente terminando la sua triste parentesi per noi ortolani. A dare la sveglia all'orto come ogni anno ci pensano le piante da frutto e gli arbusti della campagna, che mi stupiscono sempre per la loro incredibile capacità di riprendere vita fiorendo.
Le temperature sono abbastanza miti, ma non è mai da escludere qualche gelata fuori programma qui nella comasca. In ogni caso, non si può fare null'altro che incrociare le dita e sperare nella clemenza di madre natura, in quanto sarebbe assai difficile prevedere delle protezioni per le piante del nonno che sono molto grandi.
Le prugne hanno aperto le danze, seguiranno ciliegi e meli!
Anche i mirtilli danno segni di risveglio. Le loro gemme si stanno muovendo.
Non sono da meno gli arbusti ornamentali, che si esibiscono in tutta la loro bellezza. Il cotogno giapponese, di un bel rosa e la forsizia col suo giallo canarino regalano stralci di colore alla campagna.
Anche l'erika si gode il suo momento di gloria, come i due gatti della campagna che presto perderanno il bel pelo invernale accumulato nei mesi freddi.
Sono tutti pronti... Ora manca solo il lavoro dell'ortolano!
Le temperature sono abbastanza miti, ma non è mai da escludere qualche gelata fuori programma qui nella comasca. In ogni caso, non si può fare null'altro che incrociare le dita e sperare nella clemenza di madre natura, in quanto sarebbe assai difficile prevedere delle protezioni per le piante del nonno che sono molto grandi.
Le prugne hanno aperto le danze, seguiranno ciliegi e meli!
Anche i mirtilli danno segni di risveglio. Le loro gemme si stanno muovendo.
Non sono da meno gli arbusti ornamentali, che si esibiscono in tutta la loro bellezza. Il cotogno giapponese, di un bel rosa e la forsizia col suo giallo canarino regalano stralci di colore alla campagna.
Anche l'erika si gode il suo momento di gloria, come i due gatti della campagna che presto perderanno il bel pelo invernale accumulato nei mesi freddi.
Sono tutti pronti... Ora manca solo il lavoro dell'ortolano!
domenica 15 marzo 2015
L'aglio è germogliato
Settimana scorsa sono andato a fare un giro perlustrativo nella serra del nonno, per curiosare sullo stato di crescita dell'aglio piantato in inverno. Vi ricordate? Era novembre e avevo interrato qualche testa di un bellissimo aglio piemontese e qualche altra di aglio biologioco bianco dell'esselunga. Ve ne avevo parlato qui: http://ortolanoa30anni.blogspot.it/2014/11/la-semina-dellaglio.html
Ebbene ai primi segni di primavera i bulbi si sono svegliati e hanno tirato fuori la testa dal terreno.
Sono ben distinguibili due diversi gruppi di piante. Il primo ha fusti più vigorosi, il secondo che cresce in leggero ritardo.
Potrebbe essere la differenza della semenza oppure la posizione più interna nella serra... Comunque non c'è fretta e ci sarà tempo per veder ben sviluppati sia gli uni che gli altri.
Ebbene ai primi segni di primavera i bulbi si sono svegliati e hanno tirato fuori la testa dal terreno.
Sono ben distinguibili due diversi gruppi di piante. Il primo ha fusti più vigorosi, il secondo che cresce in leggero ritardo.
Potrebbe essere la differenza della semenza oppure la posizione più interna nella serra... Comunque non c'è fretta e ci sarà tempo per veder ben sviluppati sia gli uni che gli altri.
mercoledì 11 marzo 2015
Super PSB
La primavera sta arrivando e nel lightbox le piante di broccoletti viola estivi (PSB) stanno crescendo molto velocemente.
Sembrano essere state piantate molto tempo prima dei peperoncini che le attorniano, ma in realtà sono loro coetanee. Solo che crescono molto molto più velocemente!! Speriamo non lo facciano troppo, altrimenti troppo presto non ci sarà presto più spazio per loro e dovranno essere portate in serra fredda precocemente!
Sembrano essere state piantate molto tempo prima dei peperoncini che le attorniano, ma in realtà sono loro coetanee. Solo che crescono molto molto più velocemente!! Speriamo non lo facciano troppo, altrimenti troppo presto non ci sarà presto più spazio per loro e dovranno essere portate in serra fredda precocemente!
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