Nell'ultimo post pubblicato vi ho descritto la raccolta delle rape. Quel piccolo fazzoletto di terra che le ha ospitate, quasi completamente ombreggiato, è il letto che in questa stagione sta avendo maggiore rotazione in tutto l'orto.
I primi ad esaurirsi sono sono stati i ravanelli, il cui ultimo raccolto ha portato tanto fogliame e poca sostanza.
Al loro posto ho tentato di seminare un paio di file di carote.
La coltivazione delle carote è particolarmente difficoltosa per due motivi:
1) vado a bagnare la campagna una volta ogni 3 giorni e invece loro richiederebbero maggiore acqua; 2) il terreno della campagna è argilloso e compatto, mentre le carote vorrebbero un terreno soffice.
La prima volta è sempre un esperimento, quindi vedremo come va!
Forse avrete notato dei cespi verdi di cui non avete avuto ancora notizie. Sono delle "nuove" piante che ho comprato per riempire il letto mano a mano che toglievo ravanelli: scarola e radicchio bianco/rosso precoce. Di queste verdure ho comprato le piantine, passando un giorno in un garden ben attrezzato non ho potuto resistere. Scrivo "nuove" in modo ironico, perchè la cosa ormai risale a qualche settimana fa e difatti ho più di una foto che descrive il loro sviluppo.
Scarola
Radicchio bianco/rosso
Tolte le rape si è liberato un altro bel pezzo di terreno che mi piacerebbe adibire a porri. Si creerà anche altro spazio quando raccoglierò le barbietole, che sono prossime ad esser pronte.
Di fianco a loro è cresciuta qualche sparuta pianta di prezzemolo, troppo rada per poter essere considerata soddisfacente. Anche qui credo che il problema principale sia stata l'eccessiva alternanza tra secco (spesso) e bagnato (raro).
Visualizzazione post con etichetta radicchi. Mostra tutti i post
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mercoledì 8 luglio 2015
venerdì 2 gennaio 2015
Addio Orto 2014
Il ritmo vitale dell'orto si è sincronizzato con la fine dell'anno. Difatti con l'arrivo di capodanno posso dire di aver salutato in contemporanea sia il 2014 che il relativo orto.
Nell'ultima settimana il gelo comasco si è fatto sentire, seppur senza picchi estremi e ha messo la definitiva parola FINE alla vegetazione orticola che ancora prosperava insperatamente.
Monitorando le previsioni del tempo ho potuto ritardare fino all'ultimo la raccolta degli ultimi radicchi rossi, ceppi di indivia e coste, senza dover allestire alcun tunnel di protezione dal gelo.
L'inverno è senza dubbio la stagione di riposo per gli ortolani, ma c'è comunque qualcosa da fare prima che arrivi di nuovo il tempo delle semine in semenzaio per le coltivazioni che richiedono di partire in ambiente protetto con un po' di anticipo, prima tappa per il nuovo orto.
Nelle prossime settimane occorrerà:
- ritagliare del tempo per raccogliere un po' del fogliame caduto dagli alberi limitrofi l'orto da accatastare sopra le zone da vangare a primavera, per sfruttare questa risorsa gratuita che arricchisce il terreno di preziosi nutrienti
- prendere contatti per l'acquisto di un buon quantitativo di concime
- fare il punto sulle sementi raccolte dagli scambi e acquisti per pianificare correttamente i tempi di semina
domenica 23 novembre 2014
Radicchi e cavoletti
Siamo ai due opposti nella classifica dei risultati raggiunti con gli ortaggi autunnali.
I radicchi si sono sviluppati bene e molto velocemente. Sia quelli a palla, che quelli della varietà trevisana. Tornassi indietro li pianterei un po' più distanziati, in quanto crescendo le foglie esterne tendono a marcire e hanno bisogno spazio per farlo senza adagiarsi sulle piante adiacenti. Nel fazzoletto terra in cui ho messo le piantine qualche tempo fa, invece sono troppo strette.
Tra tutte le varietà che ho semintato quella che mi è piaciuta di più è il tondo rosso.
I cavoletti di bruxelles invece hanno ormai concluso la stagione senza svilupparsi.
Per non sprecare nulla ho comunque raccolto i piccoli, o meglio, i microscopici germogli e ho cimato le piante raccogliendo anche le teste, più grandi. Ne è uscito appena il necessario per un assaggio.
L'attacco di parassati può essere stata l'unica causa del poco sviluppo delle mie piante? L'anno prossimo proverò anche a concimare maggiornamente. Speriamo di ottenere migliori risultati!
I radicchi si sono sviluppati bene e molto velocemente. Sia quelli a palla, che quelli della varietà trevisana. Tornassi indietro li pianterei un po' più distanziati, in quanto crescendo le foglie esterne tendono a marcire e hanno bisogno spazio per farlo senza adagiarsi sulle piante adiacenti. Nel fazzoletto terra in cui ho messo le piantine qualche tempo fa, invece sono troppo strette.
Tra tutte le varietà che ho semintato quella che mi è piaciuta di più è il tondo rosso.
I cavoletti di bruxelles invece hanno ormai concluso la stagione senza svilupparsi.
Per non sprecare nulla ho comunque raccolto i piccoli, o meglio, i microscopici germogli e ho cimato le piante raccogliendo anche le teste, più grandi. Ne è uscito appena il necessario per un assaggio.
L'attacco di parassati può essere stata l'unica causa del poco sviluppo delle mie piante? L'anno prossimo proverò anche a concimare maggiornamente. Speriamo di ottenere migliori risultati!
domenica 19 ottobre 2014
Autogestione!
E fu così che l'orto in autunno imparò a gestirsi da se, senza le cure dell'O30 indaffarato con il proprio lavoro e le attività di casa.
Risultato?!?!? Per ora molto buono... E quindi mi domando: che ci sono andato a fare in campagna tutto l'anno, se la verdura cresce meglio senza le mie cure??? Scherzi a parte, devo ammettere che le culture autunnali sono molto più semplici da gestire e l'ottimo clima con alternanza di temperature sopra le medie stagionali e pioggia quanto basta, ha fatto il resto.
Queste le foto di una decina di giorni fa.
I radicchi sono cresciuti molto rigogliosi, quelli rossi stanno virando al proprio colore con calma. Accelereranno con i primi veri freddi.
Al loro fianco ravanelli e cime di rapa hanno trovato le giuste condizioni per crescere bene.
Gli ultimi cavolfiori sopravvissuti invece hanno subito anch'essi lo stesso attacco di cavaloie e temo che neppure quest'anno riuscirò a portarli a maturazione.
Dovrebbe essere tempo per raccogliere i primi frutti d'autunno. Oggi pomeriggio andrò a verificare se mi sbaglio!
Risultato?!?!? Per ora molto buono... E quindi mi domando: che ci sono andato a fare in campagna tutto l'anno, se la verdura cresce meglio senza le mie cure??? Scherzi a parte, devo ammettere che le culture autunnali sono molto più semplici da gestire e l'ottimo clima con alternanza di temperature sopra le medie stagionali e pioggia quanto basta, ha fatto il resto.
Queste le foto di una decina di giorni fa.
I radicchi sono cresciuti molto rigogliosi, quelli rossi stanno virando al proprio colore con calma. Accelereranno con i primi veri freddi.
Al loro fianco ravanelli e cime di rapa hanno trovato le giuste condizioni per crescere bene.
Gli ultimi cavolfiori sopravvissuti invece hanno subito anch'essi lo stesso attacco di cavaloie e temo che neppure quest'anno riuscirò a portarli a maturazione.
Dovrebbe essere tempo per raccogliere i primi frutti d'autunno. Oggi pomeriggio andrò a verificare se mi sbaglio!
domenica 14 settembre 2014
Ritmi autunnali
Sebbene settembre sia un mese estivo, almeno nella sua maggior parte, non c'è anno che io non mi sorprenda a sentirmi già in autunno con la fine di agosto. Anche l'orto sembra provare le stesse sensazioni: ritmi sempre più lenti, giallo un po' avunque, aria sempre più frizzante al mattino...
Giusto quindi dare un taglio alle coltivazioni estive e buttarsi sulle verdure che possono dare quache soddisfazione da qui all'arrivo del gelo. Nel mio caso è bastato liberare la parte più soleggiata dell'orto, occupata dalle ultime piante di zucchine e dagli spettri dei pomodori, ormai quasi tutti raggrinziti dalla peronospora. Le prime le ho messe a compostare naturalmente a sotto le viti, i pomodori invece li ho raccolti in un recipiante facendo molta attenzione a perdere in giro meno materiale possibile e li ho ammucchiati per essere bruciati. In questo modo la loro malattia non sarà trasmessa all'orto l'anno prossimo!
Una veloce vangata, una manciata di concime azotato e una zappettata a rompere le zolle più grandi sono bastate per creare una aiuola autunnale. Nella parte più ampia ho seminato a spaglio delle cime di rapa, varietà sessantina. A ridosso dei radicchi ho invece seminato per file i ravanelli con cui avevo iniziato la stagione, i Saxa 2 e Flamboyant 5.
Sono bastati tre giorni per vedere i germogli affiorare dal terreno.
Ora non resta che completare la raccolta degli ultimi fagioli e peperoncini e controllare la crescita di indivia, cavoletti di bruxelles e cavolfiori. Anche se il rapido sguardo dato agli ultimi due non promette nulla di buono, aimè!
Giusto quindi dare un taglio alle coltivazioni estive e buttarsi sulle verdure che possono dare quache soddisfazione da qui all'arrivo del gelo. Nel mio caso è bastato liberare la parte più soleggiata dell'orto, occupata dalle ultime piante di zucchine e dagli spettri dei pomodori, ormai quasi tutti raggrinziti dalla peronospora. Le prime le ho messe a compostare naturalmente a sotto le viti, i pomodori invece li ho raccolti in un recipiante facendo molta attenzione a perdere in giro meno materiale possibile e li ho ammucchiati per essere bruciati. In questo modo la loro malattia non sarà trasmessa all'orto l'anno prossimo!
Una veloce vangata, una manciata di concime azotato e una zappettata a rompere le zolle più grandi sono bastate per creare una aiuola autunnale. Nella parte più ampia ho seminato a spaglio delle cime di rapa, varietà sessantina. A ridosso dei radicchi ho invece seminato per file i ravanelli con cui avevo iniziato la stagione, i Saxa 2 e Flamboyant 5.
Sono bastati tre giorni per vedere i germogli affiorare dal terreno.
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| Ravanelli e Radicchi |
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| Germogli di Ravanelli |
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| Germogli di Cime di Rapa |
martedì 26 agosto 2014
Jay's Peach e le altre piante del balcone
Non c'è persona stata a casa mia che non mi abbia domandato il segreto del verde sul mio balcone. Io a tutti rispondo sempre con la stessa risposta: peperoncini! L'esposizione a sud della piccola nicchia che chiamo terrazzino rende difficile ogni altra coltivazione. Ne è testimonianza la serie infinita di funerali di piante ornamentali (che a dire la verità si è fermata l'anno scorso, ma guai a dirlo) che si susseguono da anni. Il peperoncino invece ama questo caldo! Basta bagnare ai primi cenni tangibili di sete, con le foglie che si afflosciano e ogni anno mi ritrovo delle belle piante, senza troppi sforzi.
In questo momento i peperoncini hanno compagnia.
1) Un bel gruppone di radicchi in attesa di essere trapiantati in orto, che ho comprato di recente. Tre varietà delle quali non era indicato il nome e che ho battezzato semplicemente: a palla rosso, a palla verde e allungato verde.
2) Un plateau di coste in crescita, che vi ho mostrato in un post recente
3) Un vaso di coriandolo, ancora troppo piccolo per qualche foto.
4) Tre vasi di basilico, di cui il "monstre" lasciato andare in canna per provare a far sementi per l'anno prossimo.
Nelle fioriere a terra due gruppi di tre piante l'uno troneggiano con il loro verde acceso e i colori dei frutti.
Eureka, mingherlino
Stromboli, carico di mazzetti
Pico de Loro, con i frutti a palla quasi per nulla piccanti
Guindilla Roja, una specie di Cayenna con i frutti verso l'alto
Venga, multicolor nei vari stadi di maturazione
Jay's Peach, la superstar degna di qualche scatto in più e di un tentativo di isolamento.
In questo momento i peperoncini hanno compagnia.
1) Un bel gruppone di radicchi in attesa di essere trapiantati in orto, che ho comprato di recente. Tre varietà delle quali non era indicato il nome e che ho battezzato semplicemente: a palla rosso, a palla verde e allungato verde.
2) Un plateau di coste in crescita, che vi ho mostrato in un post recente
3) Un vaso di coriandolo, ancora troppo piccolo per qualche foto.
4) Tre vasi di basilico, di cui il "monstre" lasciato andare in canna per provare a far sementi per l'anno prossimo.
Nelle fioriere a terra due gruppi di tre piante l'uno troneggiano con il loro verde acceso e i colori dei frutti.
Eureka, mingherlino
Stromboli, carico di mazzetti
Pico de Loro, con i frutti a palla quasi per nulla piccanti
Guindilla Roja, una specie di Cayenna con i frutti verso l'alto
Venga, multicolor nei vari stadi di maturazione
Jay's Peach, la superstar degna di qualche scatto in più e di un tentativo di isolamento.
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